lunedì 22 dicembre 2008

C'è bisogno di uno sguardo nuovo

Per una riflessione sul Natale, come occasione di incontro con L'Uomo nuovo, ho voluto dedicarvi questa citazione, come augurio a tutti voi.

Da tempo l'uomo occidentale ha bruciato la bisaccia ed il bastone del viandante con la sua commovente attitudine alla domanda. La dimora dell'uomo non è più l'orizzonte, ma il nascondiglio, dove non incontra più nessuno e dove perciò comincia a dubitare della sua stessa esistenza.
Andrej Tarkovskij


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venerdì 19 dicembre 2008

"Povertà evangelica"?

Non ho saputo resistere, mi faceva molto sorridere: oggi ho dovuto riportare una citazione del grande cardinale Biffi.
Mi sembrava molto adatta a commentare l'omelia che ascolteremo dai nostri parroci, la notte di Natale.


A richiamarsi assiduamente alla "povertà" e a decantarla con entusiasmo sono proprio i cristiani benestanti e gli uomini di Chiesa di estrazione borghese, che non hanno mai avuto modo di farne personalmente qualche esperienza: ai veri poveri invece di solito non viene neppure in mente di esaltare la loro condizione e di farne un ideale di vita.
Giacomo Biffi, "Pecore e pastori", ed. Cantagalli

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giovedì 18 dicembre 2008

Sorprendenti sottigliezze della lingua italiana

Un cortigiano: un uomo che vive a corte
Una cortigiana: una mignotta

Un massaggiatore: un kinesiterapista
Una massaggiatrice: una mignotta

Un professionista: un uomo che conosce bene la sua professione
Una professionista: una mignotta

Un uomo di strada: un uomo duro
Una donna di strada: una mignotta

Un uomo senza morale: un politico
Una donna senza morale: una mignotta

Un uomo pubblico: un uomo famoso, in vista
Una donna pubblica: una mignotta

Un uomo facile: un uomo con il quale è facile vivere
Una donna facile: una mignotta

Un intrattenitore: un uomo socievole e affabulatore
Una intrattenitrice: una mignotta

Un adescatore: un uomo che coglie al volo persone e situazioni
Un'adescatrice: una mignotta

Un uomo molto disponibile: un uomo gentile
Una donna molto disponibile: una mignotta

martedì 16 dicembre 2008

L'ora delle tenebre e della vergogna

Lettera di + Luigi Negri, Vescovo di San Marino - Montefeltro, sul caso di Eluana Englaro.
C'è ancora un modo e il più grave per non considerare l'enormità che la sentenza della Cassazione ha aperto nel nostro Paese. È certamente una tragedia di proporzioni colossali che si renda legittimo l'assassinio di una persona adulta ma debole ed indifesa. È una tragedia etica e sociale di proporzioni spaventose, ma soprattutto, e questo è il punto, è la fine della nostra civiltà italica.
Una civiltà che è durata quasi tremila anni e in cui si sono sintetizzati mirabilmente il genio filosofico della grecità; il diritto romano, fonte di ordine alla convivenza universale; l'irripetibile ed irriducibile annuncio della fede, rivelazione di Dio e salvezza dell'uomo; la grande esperienza della laicità come libertà di coscienza e di ricerca. La civiltà dell'uomo e per l'uomo, indisponibile a tutto, perché disponibile solo al Mistero. La persona umana, una, unica ed irripetibile, protagonista della sua propria storia e di tutta la storia dell'umanità.
Tutto questo non esiste più.
Preparato da altri eventi che si sono dispiegati negli ultimi 40 anni e hanno progressivamente annullato l'identità e la dignità della persona, quest'ultimo tratto di penna di oscuri burocrati della Magistratura italiana cancella un'epoca grandiosa.
Finisce «l'Italietta», nata male e finita peggio: piccola e quasi insignificante provincia nel grande impero della sazietà e della disperazione.
Chi può e vuole, lavori da subito alla nascita di una nuova civiltà: dovrà necessariamente avere forme e modi nuovi, inizi più umili, ma in essa dovrà battere il cuore antico, che non è stato distrutto perché non può essere distrutto. Il cuore dell'uomo infatti è indistruttibile.
In questa impresa, del far nascere finalmente quella che già Giovanni Paolo II aveva definito la «civiltà della verità e dell'amore», il popolo cristiano saprà fare la sua parte. Ed è certo che avrà accanto moltissimi uomini di buona volontà.

martedì 25 novembre 2008

È, se canta.

A Natale, alle quattro del mattino, sono andato alla prima messa nella cattedrale. La volta tetra con le sue colonne, il rosone e i vetri colorati e la folla in ginocchio erano illuminati solo a metà dalle lampade. Il canto del coro invisibile sembrava aleggiare sopra il coro e l'altare e rispondere alle note piene dell'organo potente.
Non sono cattolico e m'importava poco dello scampanellare e dell'inginocchiarsi di quei preti variopinti, però il canto da solo mi fece più impressione delle frasi insipide ed eternamente uguali della maggior parte dei nostri pastori che anno per anno, a Natale, non sanno dire, di solito, niente di più intelligente se non che il buon Signore Iddio è stato veramente un uomo giudizioso a far venire al mondo Cristo propio in questo periodo.
Georg Büchner, Strasburgo gennaio 1833, "Lettere alla famiglia", in "Opere", Adelphi, 1963

giovedì 20 novembre 2008

Un mito: Steve Jobs

LA SECONDA STORIA A PROPOSITO DELL'AMORE E DELLA PERDITA
Sono stato fortunato: ho trovato molto presto che cosa amo fare nella mia vita. [...] avevamo appena realizzato la nostra migliore creazione - il Macintosh - e io avevo appena compiuto 30 anni, e in quel momento sono stato licenziato. Come si fa a venir licenziati dall'azienda che hai creato?
[...] a 30 anni io ero fuori. E in maniera plateale. Quello che era stato il principale scopo della mia vita adulta era andato e io ero devastato da questa cosa. [...]
Ma qualcosa lentamente cominciò a crescere in me: ancora amavo quello che avevo fatto. L'evolvere degli eventi con Apple non avevano cambiato di un bit questa cosa. Ero stato respinto, ma ero sempre innamorato. E per questo decisi di ricominciare da capo.
Non me ne accorsi allora, ma il fatto di essere stato licenziato da Apple era stata la miglior cosa che mi potesse succedere. La pesantezza del successo era stata rimpiazzata dalla leggerezza di essere di nuovo un debuttante, senza più certezze su niente. Mi liberò dagli impedimenti consentendomi di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita.
Durante i cinque anni successivi fondai un'azienda chiamata NeXT e poi un'altra azienda, chiamata Pixar, e mi innamorai di una donna meravigliosa che sarebbe diventata mia moglie. Pixar si è rivelata in grado di creare il primo film in animazione digitale, Toy Story, e adesso è lo studio di animazione più di successo al mondo. In un significativo susseguirsi degli eventi, Apple ha comprato NeXT, io sono ritornato ad Apple e la tecnologia sviluppata da NeXT è nel cuore dell'attuale rinascimento di Apple. E Laurene e io abbiamo una meravigliosa famiglia.
Sono sicuro che niente di tutto questo sarebbe successo se non fossi stato licenziato da Apple. E' stata una medicina molto amara, ma ritengo che fosse necessaria per il paziente. Qualche volta la vita ti colpisce come un mattone in testa. Non perdete la fede, però. Sono convinto che l'unica cosa che mi ha trattenuto dal mollare tutto sia stato l'amore per quello che ho fatto. Dovete trovare quel che amate. E questo vale sia per il vostro lavoro che per i vostri affetti. Il vostro lavoro riempirà una buona parte della vostra vita, e l'unico modo per essere realimente soddisfatti è fare quello che riterrete un buon lavoro. E l'unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fate. Se ancora non l'avete trovato, continuate a cercare. Non accontentatevi. Con tutto il cuore, sono sicuro che capirete quando lo troverete. E, come in tutte le grandi storie, diventerà sempre migliore mano a mano che gli anni passano. Perciò, continuate a cercare sino a che non lo avrete trovato. Non vi accontentate.
Dal discorso agli studenti dell'Università di Stanford, 12.06.2005

sabato 1 novembre 2008

La promessa

Giornata di inizio d'anno della comunità riminese di CL.
Questa è la canzone con cui abbiamo cominciato:



Bruce Springsteen - THE PROMISE

venerdì 26 settembre 2008

Millenario damianeo

Qui trovate la registrazione di un mio famoso concerto con un gruppo d'amici. Fatemi sapere vostri commenti.

mercoledì 13 agosto 2008

La salvezza sta in un forte braccio e in un’anima pura

Tre anelli ai Re degli Elfi sotto il cielo che risplende,
sette ai Prìncipi dei Nani nelle loro rocche di pietra
nove agli uomini mortali che la triste sorte attende,
uno per l’Oscuro Sire chiuso nella reggia tetra,
nella terra di Mordor dove l’ombra nera scende.

Un anello per domarli, un anello per trovarli,
un anello per ghermirli e nel buio incatenarli.

Vanno Frodo ed Aragorn nella terra di Mordor,
per diverse vie a combatter contro l’oscuro signore;
se la terra tua s’oscura tu non devi aver paura:
la salvezza sta in un forte braccio e in un’anima pura.

Un anello per domarli, un anello per trovarli,
un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli.

Three Rings for the Elven-kings under the sky,
Seven for the Dwarf-lords in their halls of stone,
Nine for Mortal Men doomed to die,
One for the Dark Lord on his dark throne
In the Land of Mordor where the Shadows lie.
One Ring to rule them all, One Ring to find them,
One Ring to bring them all and in the darkness bind them
In the Land of Mordor where the Shadows lie.

J. R. R. Tolkien