martedì 24 giugno 2008

Il pellegrino e i tre spaccapietre

Durante il Medioevo, un pellegrino aveva fatto voto di raggiungere un lontano santuario, come si usava a quei tempi.
Dopo alcuni giorni di cammino, si trovò a passare per una stradina che si inerpicava per il fianco desolato di una collina brulla e bruciata dal sole. Sul sentiero spalancavano la bocca grigia tante cave di pietra. Qua e là degli uomini, seduti per terra, scalpellavano grossi frammenti di roccia per ricavare degli squadrati blocchi di pietra da costruzione.
Il pellegrino si avvicinò al primo degli uomini. Lo guardò con compassione. Polvere e sudore lo rendevano irriconoscibile, negli occhi feriti dalla polvere di pietra si leggeva una fatica terribile. Il suo braccio sembrava una cosa unica con il pesante martello che continuava a sollevare ed abbattere ritmicamente.
"Che cosa fai?", chiese il pellegrino.
"Non lo vedi?" rispose l'uomo, sgarbato, senza neanche sollevare il capo. "Mi sto ammazzando di fatica".
Il pellegrino non disse nulla e riprese il cammino.
S'imbatté presto in un secondo spaccapietre. Era altrettanto stanco, ferito, impolverato.
"Che cosa fai?", chiese anche a lui, il pellegrino.
"Non lo vedi? Lavoro da mattino a sera per mantenere mia moglie e i miei bambini", rispose l'uomo.
In silenzio, il pellegrino riprese a camminare.
Giunse quasi in cima alla collina. Là c'era un terzo spaccapietre. Era mortalmente affaticato, come gli altri. Aveva anche lui una crosta di polvere e sudore sul volto, ma gli occhi feriti dalle schegge di pietra avevano una strana serenità.
"Che cosa fai?", chiese il pellegrino.
"Non lo vedi?", rispose l'uomo, sorridendo con fierezza. "Sto costruendo una cattedrale".
E con il braccio indicò la valle dove si stava innalzando una grande costruzione, ricca di colonne, di archi e di ardite guglie di pietra grigia, puntate verso il cielo.

Bruno Ferrero

sabato 31 maggio 2008

Rivoluzione

Durante l'assenza della moglie, un importante uomo d'affari dovette rimanere in casa per badare ai due scatenatissimi bambini. Aveva un'importante pratica da sbrigare, ma i due piccoli non lo lasciavano in pace un istante.
Cercò così di inventare un gioco che li tenesse occupati un po' di tempo. Prese da una rivista una carta geografica che rappresentava il mondo intero, una carta complicatissima per i colori dei vari stati. Con le forbici la tagliò in pezzi minutissimi che diede ai bambini, sfidandoli a ricomporre il disegno del mondo. Pensava che quel puzzle improvvisato li avrebbe tenuti occupati per qualche ora.
Un quarto d'ora dopo, i due bambini arrivarono trionfanti con il puzzle perfettamente ricomposto.
"Ma come avete fatto a finire così in fretta? ", chiese il padre meravigliato.
"È stato facile", rispose il più grandicello. "Sul rovescio c'era una figura di un uomo. Noi ci siamo concentrati su questa figura e, dall'altra parte, il mondo si è messo a posto da solo".

Bruno Ferrero, "Il puzzle".

martedì 20 maggio 2008

Il senso del tempo?

Rapido è il tempo che passa
e che ci affoga nel nulla:
ieri eri ancor nella culla,
domani sarai nella cassa.

Carlo Vallini

martedì 8 aprile 2008

Non ci avevo mai fatto caso...

"[...] il direttore interviene su parti molto intime del corpo umano, come il respiro, le mucose interne della cavità boccale, la laringe - non dimentichiamoci che quest'ultima è catalogata dalla fisiologia tra gli organi sessuali secondari."

Valter Marzilli (docente di direzione corale presso il Pontificio Istituto di musica sacra), "La formazione del direttore di coro", Diapason, anno XXV, n. 67.

mercoledì 20 febbraio 2008

Prossimi appuntamenti

Aprile
18, Roma:
Chiesa di S. Ignazio
Concerto Cantus Anthimi

20, Praglia (PD):
Messa cantata
Coro Carla Amori

Maggio
11, Siena:

Stella splendens
Concerto Cantus Anthimi

Giugno
7, Stoccolma (S):

Concerto coro Carla Amori

21, Verona:
San Zeno
Nostalgia dell'Eden
Concerto Cantus Anthimi, h. 18.30

25, Rimini:
Chiesa "Nostra Signora di Fatima"
Concerto coro Carla Amori

Luglio
5, Cortona:
Festa della pace
Vespro cantato, Cantus Anthimi, ore 18.00

20, Montepulciano:
Cantiere internazionale d'arte
Homo viator
Concerto Cantus Anthimi, ore 18.00

26, Potsdam (D):
Concerto Cantus Anthimi

27, Abazia Lehnin (D):
Concerto Cantus Anthimi

27, Berlino (D):
Messa Cantus Anthimi

venerdì 8 febbraio 2008

"Ce la caveremo, vero, papà?"

"Una notte il bambino si svegliò da un sogno e non volle raccontarglielo.
Non sei obbligato a dirmelo se non ti va, disse l'uomo. Non ti preoccupare.
Ho paura.
Va tutto bene.
No, invece.
Era solo un sogno.
Ho tanta paura.
Lo so.
Il bambino distolse lo sguardo. L'uomo lo abbracciò. Ascoltami, disse.
Cosa.
Quando sognerai di un mondo che non è mai esistito o di uno che non esisterà mai e in cui sei di nuovo felice, vorrà dire che ti sei arreso. Capisci? E tu non ti puoi arrendere. Io non te lo permetterò."

Cormac McCarty, "La strada", Torino, 2007. Premio Pulitzer 2007

sabato 22 dicembre 2007

Buon Natale

"Il cristianesimo non nasce come frutto di una nostra cultura o come scoperta della nostra intelligenza... si rivela in fatti, avvenimenti, che costituiscono una realtà nuova dentro il mondo, una realtà viva, in movimento. La realtà cristiana è il mistero di Dio che è entrato nel mondo come una storia umana."
Luigi Giussani

Un grande abbraccio a tutti gli amici di Cantus Anthimi.

venerdì 14 dicembre 2007

Pellegrinaggio


“C’è un solo viaggio possibile: quello che facciamo nel nostro mondo interiore.
Non credo si possa viaggiare di più nel nostro pianeta.
Così come non credo si viaggi per tornare.
L’uomo non può tornare mai allo stesso punto da cui è partito perché, nel frattempo, lui stesso è cambiato.
Da se stessi non si può fuggire.
Tutto quello che siamo lo portiamo con noi nel viaggio.
Portiamo con noi la casa della nostra anima come fa una tartaruga con la sua corazza.
In verità il viaggio attraverso i paesi del mondo è per l’uomo un viaggio simbolico.
Ovunque vada è la propria anima che sta cercando.
Per questo l’uomo deve poter viaggiare”.

Andrej Tarkowsky